Effigi di Milano

Torricelli, A; Sciascia, A; Baglione, C; Comi, G

Research output: Chapter in Book/Report/Conference proceedingChapter

Abstract

Non vi è dubbio che nelle modalità, nelle scelte compiute da un architetto per manifestare il proprio lavoro è possibile rintracciare le ragioni ontologiche del suo pensiero, della sua ricerca progettuale. Il volume Quadri per Milano. Prove di Architettura di Angelo Torricelli è, in tal senso, un esempio memorabile. Parafrasando il celebre aforisma di Karl Kraus, «in un vero ritratto si deve riconoscere quale pittore esso rappresenta», e traslitterandolo dall’arte pittorica a quella architettonica, potremmo affermare che in ogni ‘vera architettura’, se realmente radicata nella cultura e nella storia di un luogo, si dovrebbe poter identificare la città o l’idea di città raffigurata. Le architetture di Angelo Torricelli presenti in questo libro sono senza alcun dubbio effigi eloquenti di Milano. Anzi sembrerebbe quasi che Torricelli nei suoi ‘quadri’, nelle sue prove di architettura, ritragga Milano nelle sue molteplici sembianze, interpretandone l’essenza costitutiva, ascoltandone il ‘respiro fisiologico’ di saviniana memoria e riproducendone la ‘forma’ considerata come eidos, nella sfera concettuale del lógos e nelle relazioni di questo con il mýthos; intendendo gli ultimi due termini filosofici nella loro originaria accezione omerica di discorso, ragionamento soggettivo e di fatto, accadimento incontrovertibile, exemplum storico. Visti nel loro insieme, nel loro essere connessi da un’unica ‘direttrice lineare’ di racconto, le sperimentazioni architettoniche per una ‘Milano possibile’ appaiono generate da riflessioni fenomenologiche e trascendentali sulla ‘Milano com’è’. Figure architettoniche ed esplicitazioni testuali strutturano un ragionamento che restituisce l’idea di città e di architettura perseguita da Angelo Torricelli in lunghi anni di ricerca paziente. Una idea di architettura e di città riassunta in disegni di suggestiva potenza espressiva. Una ricerca che si fortifica e si arricchisce di fronte alle frequenti ansie e alle incertezze della disciplina architettonica dei nostri tempi.
Original languageItalian
Title of host publicationQuadri per Milano. Prove di Architettura
Pages106-111
Number of pages6
Publication statusPublished - 2017

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Torricelli, A; Sciascia, A; Baglione, C; Comi, G (2017). Effigi di Milano. In Quadri per Milano. Prove di Architettura (pp. 106-111)

Effigi di Milano. / Torricelli, A; Sciascia, A; Baglione, C; Comi, G.

Quadri per Milano. Prove di Architettura. 2017. p. 106-111.

Research output: Chapter in Book/Report/Conference proceedingChapter

Torricelli, A; Sciascia, A; Baglione, C; Comi, G 2017, Effigi di Milano. in Quadri per Milano. Prove di Architettura. pp. 106-111.
Torricelli, A; Sciascia, A; Baglione, C; Comi, G. Effigi di Milano. In Quadri per Milano. Prove di Architettura. 2017. p. 106-111
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T1 - Effigi di Milano

AU - Torricelli, A; Sciascia, A; Baglione, C; Comi, G

AU - Di Benedetto, Giuseppe

PY - 2017

Y1 - 2017

N2 - Non vi è dubbio che nelle modalità, nelle scelte compiute da un architetto per manifestare il proprio lavoro è possibile rintracciare le ragioni ontologiche del suo pensiero, della sua ricerca progettuale. Il volume Quadri per Milano. Prove di Architettura di Angelo Torricelli è, in tal senso, un esempio memorabile. Parafrasando il celebre aforisma di Karl Kraus, «in un vero ritratto si deve riconoscere quale pittore esso rappresenta», e traslitterandolo dall’arte pittorica a quella architettonica, potremmo affermare che in ogni ‘vera architettura’, se realmente radicata nella cultura e nella storia di un luogo, si dovrebbe poter identificare la città o l’idea di città raffigurata. Le architetture di Angelo Torricelli presenti in questo libro sono senza alcun dubbio effigi eloquenti di Milano. Anzi sembrerebbe quasi che Torricelli nei suoi ‘quadri’, nelle sue prove di architettura, ritragga Milano nelle sue molteplici sembianze, interpretandone l’essenza costitutiva, ascoltandone il ‘respiro fisiologico’ di saviniana memoria e riproducendone la ‘forma’ considerata come eidos, nella sfera concettuale del lógos e nelle relazioni di questo con il mýthos; intendendo gli ultimi due termini filosofici nella loro originaria accezione omerica di discorso, ragionamento soggettivo e di fatto, accadimento incontrovertibile, exemplum storico. Visti nel loro insieme, nel loro essere connessi da un’unica ‘direttrice lineare’ di racconto, le sperimentazioni architettoniche per una ‘Milano possibile’ appaiono generate da riflessioni fenomenologiche e trascendentali sulla ‘Milano com’è’. Figure architettoniche ed esplicitazioni testuali strutturano un ragionamento che restituisce l’idea di città e di architettura perseguita da Angelo Torricelli in lunghi anni di ricerca paziente. Una idea di architettura e di città riassunta in disegni di suggestiva potenza espressiva. Una ricerca che si fortifica e si arricchisce di fronte alle frequenti ansie e alle incertezze della disciplina architettonica dei nostri tempi.

AB - Non vi è dubbio che nelle modalità, nelle scelte compiute da un architetto per manifestare il proprio lavoro è possibile rintracciare le ragioni ontologiche del suo pensiero, della sua ricerca progettuale. Il volume Quadri per Milano. Prove di Architettura di Angelo Torricelli è, in tal senso, un esempio memorabile. Parafrasando il celebre aforisma di Karl Kraus, «in un vero ritratto si deve riconoscere quale pittore esso rappresenta», e traslitterandolo dall’arte pittorica a quella architettonica, potremmo affermare che in ogni ‘vera architettura’, se realmente radicata nella cultura e nella storia di un luogo, si dovrebbe poter identificare la città o l’idea di città raffigurata. Le architetture di Angelo Torricelli presenti in questo libro sono senza alcun dubbio effigi eloquenti di Milano. Anzi sembrerebbe quasi che Torricelli nei suoi ‘quadri’, nelle sue prove di architettura, ritragga Milano nelle sue molteplici sembianze, interpretandone l’essenza costitutiva, ascoltandone il ‘respiro fisiologico’ di saviniana memoria e riproducendone la ‘forma’ considerata come eidos, nella sfera concettuale del lógos e nelle relazioni di questo con il mýthos; intendendo gli ultimi due termini filosofici nella loro originaria accezione omerica di discorso, ragionamento soggettivo e di fatto, accadimento incontrovertibile, exemplum storico. Visti nel loro insieme, nel loro essere connessi da un’unica ‘direttrice lineare’ di racconto, le sperimentazioni architettoniche per una ‘Milano possibile’ appaiono generate da riflessioni fenomenologiche e trascendentali sulla ‘Milano com’è’. Figure architettoniche ed esplicitazioni testuali strutturano un ragionamento che restituisce l’idea di città e di architettura perseguita da Angelo Torricelli in lunghi anni di ricerca paziente. Una idea di architettura e di città riassunta in disegni di suggestiva potenza espressiva. Una ricerca che si fortifica e si arricchisce di fronte alle frequenti ansie e alle incertezze della disciplina architettonica dei nostri tempi.

UR - http://hdl.handle.net/10447/243056

M3 - Chapter

SN - 978-88-6242-254-3

SP - 106

EP - 111

BT - Quadri per Milano. Prove di Architettura

ER -