Diritti umani: i limiti del ragionamento filosofico

Buchanan, A

Research output: Other contribution

Abstract

[automatically translated] The author, Allen Buchanan, starts from the observation that human rights today represent a fundamental criterion for the legitimacy of the international order, and yet their very justification is sometimes questioned. He takes into account a particular conception of human rights, defined as the modern conception of human rights, which is based on a complex system of rules of international law and institutional mechanisms on the domestic and international level. From this view, he carries out a detailed analysis of a criticism that frequently is moved (the criticism of the rights of local pride - analyzed in its three versions critical of excessive individualism, critical abstractness result of injury, and critics of excessive emphasis on autonomy). The author stresses the importance, in the context of such a conception, the institutional processes, ie the institutionalized practices as supporting practices of rights. This means that in order to investigate the suitability of such a conception of rights, philosophical reasoning, that the survey on the principles that justify rights and duties, must necessarily be approached from a different nature survey, having as their object the same institutional processes substantiate the practice of rights. In both cases the aim is ultimately to trace the justification of rights, but based on different criteria. While in the first one refers to the strength of the supporting arguments, the second will evaluate the epistemic virtues of the institutions, in particular their ability to nourish and be influenced by public processes of practical reasoning. These processes will be institutionalized virtuous insofar as covering a representation of views as inclusive as possible, provide for verification mechanisms and critique of the values ​​for which protection is sought, and are based on reliable tools for collecting and analyzing data in fact. On this basis it must be sought the justification of the practice of human rights provide for verification mechanisms and critique of the values ​​for which protection is sought, and are based on reliable tools for collecting and analyzing facts. On this basis it must be sought the justification of the practice of human rights provide for verification mechanisms and critique of the values ​​for which protection is sought, and are based on reliable tools for collecting and analyzing facts. On this basis it must be sought the justification of the practice of human rights
Original languageItalian
Publication statusPublished - 2009

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Diritti umani: i limiti del ragionamento filosofico. / Buchanan, A.

2009, .

Research output: Other contribution

@misc{2d0907d6cc75414d923dda71c931bd2b,
title = "Diritti umani: i limiti del ragionamento filosofico",
abstract = "L'autore, Allen Buchanan, prende le mosse dalla constatazione che i diritti umani rappresentano oggi un fondamentale criterio di legittimit{\`a} dell’ordine internazionale, e che tuttavia la loro stessa giustificazione viene talvolta messa in discussione. Egli prende in considerazione una particolare concezione dei diritti umani, definita come la concezione moderna dei diritti umani, che si basa su un complesso sistema di norme di diritto internazionale e meccanismi istituzionali sul piano interno e internazionale. A partire da questa concezione, egli porta avanti un’analisi dettagliata di una critica che frequentemente le viene mossa (la critica del campanilismo dei diritti – analizzata nelle sue tre versioni della critica dell’individualismo eccessivo, della critica dell’astrattezza frutto di pregiudizio, e della critica di una eccessiva enfasi sull’autonomia). L’autore sottolinea la rilevanza, nell’ambito di una simile concezione, dei processi istituzionali, ossia delle pratiche istituzionalizzate come pratiche giustificative dei diritti. Ci{\`o} comporta che per indagare l’adeguatezza di una simile concezione dei diritti, il ragionamento filosofico, cio{\`e} l’indagine sui principi che giustificano diritti e doveri, dovr{\`a} necessariamente essere accostata da una indagine di diversa natura, avente a oggetto gli stessi processi istituzionali che sostanziano la pratica dei diritti. In entrambi i casi si mira in ultima analisi a rintracciare la giustificazione dei diritti, ma sulla base di criteri differenti. Mentre nel primo ci si richiama alla forza degli argomenti giustificativi, nel secondo si valutano le virt{\`u} epistemiche delle istituzioni, in particolare la loro capacit{\`a} di alimentare ed essere influenzate da processi pubblici di ragionamento pratico. Questi processi istituzionalizzati saranno virtuosi nella misura in cui contemplino una rappresentazione di punti di vista quanto pi{\`u} possibile inclusiva, prevedano meccanismi di verifica e di vaglio critico dei valori per i quali viene richiesta tutela, e si basino su strumenti affidabili di raccolta e analisi dei dati di fatto. Su queste basi deve essere ricercata la giustificazione della pratica dei diritti umani",
keywords = "diritti umani",
author = "{Buchanan, A} and Pietro Denaro",
year = "2009",
language = "Italian",
type = "Other",

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TY - GEN

T1 - Diritti umani: i limiti del ragionamento filosofico

AU - Buchanan, A

AU - Denaro, Pietro

PY - 2009

Y1 - 2009

N2 - L'autore, Allen Buchanan, prende le mosse dalla constatazione che i diritti umani rappresentano oggi un fondamentale criterio di legittimità dell’ordine internazionale, e che tuttavia la loro stessa giustificazione viene talvolta messa in discussione. Egli prende in considerazione una particolare concezione dei diritti umani, definita come la concezione moderna dei diritti umani, che si basa su un complesso sistema di norme di diritto internazionale e meccanismi istituzionali sul piano interno e internazionale. A partire da questa concezione, egli porta avanti un’analisi dettagliata di una critica che frequentemente le viene mossa (la critica del campanilismo dei diritti – analizzata nelle sue tre versioni della critica dell’individualismo eccessivo, della critica dell’astrattezza frutto di pregiudizio, e della critica di una eccessiva enfasi sull’autonomia). L’autore sottolinea la rilevanza, nell’ambito di una simile concezione, dei processi istituzionali, ossia delle pratiche istituzionalizzate come pratiche giustificative dei diritti. Ciò comporta che per indagare l’adeguatezza di una simile concezione dei diritti, il ragionamento filosofico, cioè l’indagine sui principi che giustificano diritti e doveri, dovrà necessariamente essere accostata da una indagine di diversa natura, avente a oggetto gli stessi processi istituzionali che sostanziano la pratica dei diritti. In entrambi i casi si mira in ultima analisi a rintracciare la giustificazione dei diritti, ma sulla base di criteri differenti. Mentre nel primo ci si richiama alla forza degli argomenti giustificativi, nel secondo si valutano le virtù epistemiche delle istituzioni, in particolare la loro capacità di alimentare ed essere influenzate da processi pubblici di ragionamento pratico. Questi processi istituzionalizzati saranno virtuosi nella misura in cui contemplino una rappresentazione di punti di vista quanto più possibile inclusiva, prevedano meccanismi di verifica e di vaglio critico dei valori per i quali viene richiesta tutela, e si basino su strumenti affidabili di raccolta e analisi dei dati di fatto. Su queste basi deve essere ricercata la giustificazione della pratica dei diritti umani

AB - L'autore, Allen Buchanan, prende le mosse dalla constatazione che i diritti umani rappresentano oggi un fondamentale criterio di legittimità dell’ordine internazionale, e che tuttavia la loro stessa giustificazione viene talvolta messa in discussione. Egli prende in considerazione una particolare concezione dei diritti umani, definita come la concezione moderna dei diritti umani, che si basa su un complesso sistema di norme di diritto internazionale e meccanismi istituzionali sul piano interno e internazionale. A partire da questa concezione, egli porta avanti un’analisi dettagliata di una critica che frequentemente le viene mossa (la critica del campanilismo dei diritti – analizzata nelle sue tre versioni della critica dell’individualismo eccessivo, della critica dell’astrattezza frutto di pregiudizio, e della critica di una eccessiva enfasi sull’autonomia). L’autore sottolinea la rilevanza, nell’ambito di una simile concezione, dei processi istituzionali, ossia delle pratiche istituzionalizzate come pratiche giustificative dei diritti. Ciò comporta che per indagare l’adeguatezza di una simile concezione dei diritti, il ragionamento filosofico, cioè l’indagine sui principi che giustificano diritti e doveri, dovrà necessariamente essere accostata da una indagine di diversa natura, avente a oggetto gli stessi processi istituzionali che sostanziano la pratica dei diritti. In entrambi i casi si mira in ultima analisi a rintracciare la giustificazione dei diritti, ma sulla base di criteri differenti. Mentre nel primo ci si richiama alla forza degli argomenti giustificativi, nel secondo si valutano le virtù epistemiche delle istituzioni, in particolare la loro capacità di alimentare ed essere influenzate da processi pubblici di ragionamento pratico. Questi processi istituzionalizzati saranno virtuosi nella misura in cui contemplino una rappresentazione di punti di vista quanto più possibile inclusiva, prevedano meccanismi di verifica e di vaglio critico dei valori per i quali viene richiesta tutela, e si basino su strumenti affidabili di raccolta e analisi dei dati di fatto. Su queste basi deve essere ricercata la giustificazione della pratica dei diritti umani

KW - diritti umani

UR - http://hdl.handle.net/10447/46362

M3 - Other contribution

ER -