"Cose da pazzi" di Evelina Santangelo

Research output: Other contribution

Abstract

[automatically translated] Burn like open wounds in the deafening silence of his conscience, the failures that dot the rugged formation of adolescent Rafael Lomunno in daily confrontation with the harsh and difficult realities of Spina district, button and diverted the heart of Palermo, never mentioned, yet recognizable in neuralgic folds of its topography. In one scenario, so portrait by the same author, even the expression "crazy things", evoked by Evelina Santangelo from the title of his novel, is charged with one ambivalent thickness in relation to the point of view of this reality from the lives 'interior, so the abnormal is normal and of those, however, from a different trench ethics captures all the distortions of a world where the violation of human dignity has become the rule.
Original languageItalian
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Publication statusPublished - 2014

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"Cose da pazzi" di Evelina Santangelo. / La Monaca, Donatella.

2014.

Research output: Other contribution

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year = "2014",
language = "Italian",
type = "Other",

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TY - GEN

T1 - "Cose da pazzi" di Evelina Santangelo

AU - La Monaca, Donatella

PY - 2014

Y1 - 2014

N2 - Bruciano come ferite aperte nel silenzio assordante della sua coscienza, le mancanze che costellano l’accidentata formazione adolescenziale di Rafael Lomunno nel confronto quotidiano con la realtà cruda e difficile del quartiere Spina, cuore pulsante e deviato di una Palermo, mai citata, eppure riconoscibile nelle pieghe nevralgiche della sua topografia. In uno scenario, così ritratto dalla stessa autrice, anche l’espressione «cose da pazzi», evocata da Evelina Santangelo sin dal titolo del suo romanzo, si carica di uno spessore ambivalente in relazione al punto di vista di chi questa realtà la vive dall’interno, per cui l’abnorme è norma e di chi, invece, da una diversa trincea etica coglie tutte le storture di un mondo in cui la violazione della dignità umana è diventata la regola.

AB - Bruciano come ferite aperte nel silenzio assordante della sua coscienza, le mancanze che costellano l’accidentata formazione adolescenziale di Rafael Lomunno nel confronto quotidiano con la realtà cruda e difficile del quartiere Spina, cuore pulsante e deviato di una Palermo, mai citata, eppure riconoscibile nelle pieghe nevralgiche della sua topografia. In uno scenario, così ritratto dalla stessa autrice, anche l’espressione «cose da pazzi», evocata da Evelina Santangelo sin dal titolo del suo romanzo, si carica di uno spessore ambivalente in relazione al punto di vista di chi questa realtà la vive dall’interno, per cui l’abnorme è norma e di chi, invece, da una diversa trincea etica coglie tutte le storture di un mondo in cui la violazione della dignità umana è diventata la regola.

UR - http://hdl.handle.net/10447/101034

UR - http://www.lospecchiodicarta.it

M3 - Other contribution

ER -