Valori fondamentali e Ragione pubblica nella società multiculturale europea

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La ricerca si propone di investigare i problemi legati all'identità europea alla luce dei fenomeni attuali del multiculturalismo e nell'ottica della tematica della ragione pubblica.

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L’oggetto di indagine non è un’area geografico-culturale, ma l’Unione Europea intesa come un ordinamento sovranazionale ancora in fieri e in statu nascenti, che però ha alle spalle un percorso già compiuto, strutture istituzionali e politiche, regole giuridiche, pratiche giurisprudenziali. Rispetto a questa realtà in evoluzione vi sono dei tentativi di razionalizzazione attraverso strumenti giuridici di diversa natura (trattati istitutivi, carta dei diritti fondamentali, costituzione europea) di una materia in stato confusionale. Piuttosto che parlare di “Europa” si dovrebbe, allo stato attuale, parlare di “Europe”: l’Europa dei popoli o delle nazioni, identificabile solo storicamente e culturalmente, l’Europa dei Governi a cui direttamente si riferisce la dimensione comunitaria, e l’Europa degli Stati, legati tra loro da rapporti di diritto internazionale e dalla Convenzione sui diritti umani del 1953. Si tratta di tre configurazioni che stanno in tensione fra loro. L’Europa dei popoli s’è formata spontaneamente e disordinatamente dal basso, ex parte populi, quella comunitaria è nata dall’alto, ex parte principis. L’Europa degli Stati, invece, è frutto di accordi internazionali. Il nodo irrisolto del rapporto fra le diverse Europe si evidenzia particolarmente nel momento in cui si prospetta una vera e propria unione politica europea.Ciò che sicuramente si può dire è che le diverse dimensioni dell’Europa si sono incontrate nel crocevia dei diritti e che in parte essi sono stati il fattore determinante per la scelta tra le diverse alternative che si offrivano al futuro dell’Europa: il federalismo (G. F. Mancini, Argomenti per uno Stato europeo, in “Sociologia del diritto”, 25, 1998); il funzionalismo (E. B. Haas, Beyond the Nation-State, Standford U. P., 1964); l’intergovernamentalismo (A. Morawcsik, The Choice for Europe. Social Purpose and State Power from Messina to Maastricht, Ithaca, Cornell U. P. 1998); il sopranazionalismo moderato (J.H.H. Weiler, La Costituzione dell’Europa, il Mulino, 2003) o il modello regolatore (La Spina, Majone, Lo Stato regolatore, il Mulino, 2000). Una volta che la Corte di Giustizia ha stabilito il principio della supremazia del diritto europeo sugli ordinamenti giuridici nazionali, il problema della tutela dei diritti dei cittadini europei ha reso implausibili quelle soluzioni che non comportavano la piena legittimazione di un nuovo ordine legale fondato sui diritti e sui valori fondamentali dell’identità europea.Il problema è se possano le strutture giuridico-politiche o la volontà degli Stati generare un’autentica integrazione sociale e culturale quando normalmente è da quest’ultima che promanano le strutture istituzionali convenienti. La presente ricerca s’intende svolgere e articolare nella direzione indicata dai seguenti interrogativi, che serviranno da griglia generale all’interno della quale s’individueranno poi dei percorsi specifici:1. Si può parlare di una specificità dei valori fondamentali per la società europea? Quale relazione sussiste tra questi valori e le culture che fanno l’Europa?Si dovrà procedere inizialmente all’individuazione dei valori fondamentali così come essi sono stati positivizzati nei documenti ufficiali della Comunità Europea. Ovviamente, in primo luogo, si dovrà prendere in considerazione la Carta di Nizza, ma essa a questo fine non è l’unico documento rappresentativo, perché i valori fondamentali non sono soltanto i diritti degli individui e dei gruppi, ma anche i fini politici generali, gli obiettivi sociali ed economici che la Comunità europea ha evidenziato con un r
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Effective start/end date1/1/04 → …