Studio epidemiologico prospettico sull’incidenza di infezioni batteriche in ulcere o infiltrati corneali e loro correlazione con l’uso di lenti a contatto

Project: Research project

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Description

E’ noto in letteratura come il sempre più diffuso uso di lenti a contatto possa indurre un maggiore incremento di cheratiti microbiche con conseguenze a volte estremamente gravi che possono richiedere il ricorso a interventi invasivi come i trapianti. Tuttavia, tali conoscenze sono ancora alquanto lacunose e limitate ad alcuni tipi di lenti (in hydrogel classiche), mentre non molto ancora è noto circa l’utilizzo delle lenti di nuova generazione morbide o rigide in silicone e delle conseguenze che possono derivarne da un uso non corretto.
Il nostro studio epidemiologico prospettico ha l’obiettivo di valutare l’incidenza di eventi infettivi associati a ulcere corneali e alla frequenza e tipologia d’uso di lenti a contatto.
Verranno reclutati i pazienti, di età superiore a 18 anni, che afferiscono nell’arco di un anno alla Sezione di Oftalmologia dell’università di Palermo, ai quali viene riscontrata una lesione infiltrativa/ulcera corneale. Dopo aver richiesto un consenso informato allo studio, si sottoporranno i partecipanti a tutta una serie di valutazioni che verranno raccolte su una scheda riguardo ai segni e sintomi clinici e ai dati relativi a condizioni cliniche oculari precedenti all’evento, tra cui l’acuità visiva e la frequenza di eventi clinici precedenti. Successivamente, si provvederà ad effettuare opportuni esami microbiologici mediante tamponi congiuntivali e scraping corneali. Nel caso di soggetti che portano lenti a contatto si procederà all’esame colturale delle lenti stesse e del liquido utilizzato per la loro disinfezione. Le semine microbiologiche saranno effettuate su terreni idonei e sui microrganismi isolati si procederà alla valutazione morfologica microscopica dopo colorazione di Gram, alla identificazione biochimica e verrà anche determinata la suscettibilità agli antibiotici mediante test di diffusione in agar.
Verrà valutata la frequenza degli eventi infettivi in relazione alle diverse tipologie di lenti a contatto utilizzate: giornaliere o con periodicità variabile, di tipo morbido o rigide; in silicone o in hydrogel di nuova generazione. I pazienti verranno inoltre sottoposti ad un questionario C.A.P. al fine di valutare le conoscenze, attitudini e comportamenti nell’utilizzo delle lenti a contatto. Tutti i dati, anamnestici, anagrafici, microbiologici e del questionario C.A.P. verranno raccolti in un database e analizzati mediante analisi statistica appropriata con l’utilizzo di un software (SPSS ver. 10.0). Lo studio potrà chiarire se esiste una incidenza maggiore di eventi infettivi responsabili di processi infiltrativi /ulcerativi corneali in relazione all’uso di lenti a contatto. Sarà anche possibile chiarire se la periodicità e tipologia d’uso delle lenti possa influenzare la probabilità di incorrere in un evento infettivo o se esistono condizioni protettive collegate al tempo di utilizzo, alla consistenza (morbide o rigide) e alla composizione (silicone o hydrogel) delle lenti a contatto

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Obiettivi
Il nostro studio epidemiologico prospettico ha l’obiettivo di valutare l’incidenza di eventi infettivi associati a ulcere corneali e la frequenza e tipologia d’uso di lenti a contatto.
Risultati attesi: Innanzitutto ci attendiamo che il nostro studio valuti la frequenza di cheratiti microbiche rispetto alla totalità degli eventi infiltrativi e ulcerativi presenti. E’ possibile che, a causa dei limiti colturali legati allo scraping e alle semine dei tamponi, si abbiano delle sottostime degli eventi infettivi presenti, ma i dati saranno incrociati con quelli derivanti dalle semine delle stesse lenti a contatto dei soggetti e qualora sia possibile dei liquidi di disinfezione utilizzati. In tal modo sarà possibile ottenere delle stime degli eventi infettivi che siano il più possibile vicini alla situazione reale.
Lo studio potrà chiarire se esiste una incidenza maggiore di eventi infettivi correlati a processi infiltrativi o ulcerativi corneali in relazione all’uso di lenti a contatto, cosa che peraltro è già nota dalla letteratura. Ma sarà anche possibile chiarire se l’uso di lenti a contatto con periodicità variabile influenzi o meno la probabilità di incorrere in un rischio infettivo o se esistono situazioni protettive in tal senso collegate al tempo di utilizzo delle lenti, alla loro consistenza (morbide o semirigide gas-permeabili) alla loro composizione (silicone, hydrogel, silicone acrilato, fluorosilicone acrilato). Inoltre, sarà possibile trarre alcune considerazioni relative alla gestione delle lenti a contatto da parte del soggetto stesso mediante i risultati ottenuti dalle semine colturali delle stesse lenti utilizzate e dei liquidi utilizzati per il trattamento quotidiano delle lenti. Da un punto di vista clinico, sarà ancora possibile trarre alcune indicazioni relativamente alla associazione tra uso di lenti a contatto, evento infettivo e perdita in termini di acuità visiva.
Metodi
Verranno reclutati tutti i pazienti di età superiore a 18 anni che afferiscono nell’arco di un anno alla Sezione di Oftalmologia dell’università di Palermo ai quali viene riscontrata una lesione infiltrativa/ulcera corneale. Dopo aver richiesto un consenso informato scritto di adesione allo studio, che verrà adeguatamente descritto ai pazienti stessi, si sottoporranno i soggetti partecipanti allo studio a tutta una serie di valutazioni che verranno raccolte su una scheda per la raccolta e sintesi dei segni e sintomi clinici. Inoltre, verranno raccolti dati anagrafici e relativi a condizioni cliniche oculari precedenti all’evento, tra cui l’acuità visiva e la frequenza di altri eventi clinici precedenti. Successivamente, si provvederà ad effettuare opportuni esami microbiologici di campioni corneali ottenuti dal paziente mediante tamponi congiuntivali e scraping corneali. Nel caso di soggetti che portano lenti a contatto si procederà all’esame colturale delle lenti indossate ed eventualmente del liquido utilizzato per la disinfezione delle stesse. Come terreni colturali verranno utilizzate piastre di agar sangue, agar cioccolato e McConkey agar per l’isolamento di batteri aerobi Gram positivi e Gram negativi, brodo tioglicolato per i batteri anaerobi e piastre di agar Sabouraud per la ricerca di miceti. I microrganismi isolati verranno successivamente sottoposti a valutazione morfologica microscopica dopo colorazione di Gram e ad identificazione biochimica e verrà anche determinata la suscettibilità agli antibiotici mediante test di diffusione in agar.
Inoltre, verrà valutata la frequenza degli eventi infettivi in relazione alle diverse tipologie di lenti a contatto utilizzate: giornaliere o con periodicità variabile (settimanali, quindicinali, mensili); di tipo morbido o semirigide: in silicone, hydrogel, silicone acrilato, fluorosilicone acrilato. I pazienti verranno inoltre sottoposti ad un questionario al fine di valutare le conoscenze, attitudini e comportamenti nei r
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Effective start/end date1/1/05 → …

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