SISTEMI LOCALI DI OFFERTA TURISTICA E DISTRETTI TURISTICI: INNOVAZIONI PER LO SVILUPPO ECONOMICO DELLA SICILIA

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    Il turista del ventunesimo secolo ha caratteristiche molto diverse rispetto a quelle del passato. E’ più colto, richiede servizi moderni, è molto attento alla qualità del territorio e dell’ambiente, è alla ricerca di una vacanza personalizzata, tende sempre più a suddividere il proprio tempo libero per soddisfare diverse esigenze. Dal lato dell’offerta, il turismo è passato dalla microeconomia spontanea, alla macroeconomia industriale, dovendosi misurare col nuovo mercato costituito tra l’altro da nuovi prodotti e da nuove aree geografiche e con l’economia della globalizzazione del mercato internazionale, con la segmentazione e la flessibilità del prodotto con una più stretta relazione tra qualità e prezzo. In questo contesto, da diversi anni l’Italia perde quote di mercato. e in particolare, la Sicilia, nonostante mostri enormi potenzialità turistiche. Le cause di perdita di competitività dell’economia del turismo in Sicilia sono diverse e vanno dalla inadeguatezza delle strutture e dei servizi, alla fragilità imprenditoriale, alle inefficienze della pubblica amministrazione. Nel momento in cui l’economia turistica mondiale si è proiettata verso il post-industriale, si deve comprendere il ruolo dell’unione, che vuole significare dotarsi di standard, sia a livello verticale che orizzontale di marchi e di certificazioni di qualità ed anche di essere capaci di confezionare un’offerta turistica, che deve comprendere, oltre alla ricettività, tutto ciò che deve rendere valida ed allettante la vacanza. I cambiamenti strutturali della domanda turistica mostrano una forte segmentazione con marcate differenze tra un segmento e l'altro, tra una stagione e un'altra, con sovrapposizioni tra turisti e residenti fruitori del tempo libero e impongono all'offerta turistica una gestione economica basata su una pluralità d'imprese organizzate territorialmente, cioè sui sistemi turistici locali (STL), nella prospettiva di pervenire nel tempo ad un DT. Fra l’altro la legge quadro n 135 del 2001, nel definire i sistemi turistici locali, dà l’idea di risorse turistiche integrate, che individuino sistemi locali a vocazione turistica, che si possono assimilare a dei potenziali distretti turistici. Nell’ambito dei sistemi turistici si vuole sottolineare che le autonomie locali devono approvare progetti di valorizzazione del territorio e dimostrare di essere capaci di governare questi processi e di saper realizzare con le parti imprenditoriali e sociali modelli dai quali emerga la centralità del turismo.. Nei distretti turistici è l’aggregazione intersettoriale sul piano economico e sociale che deve fare emergere quel vantaggio competitivo che distingue le località, che si estrinseca in termini di allungamento della permanenza media, della destagionalizzazione della domanda turistica.

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    Obiettivi Il prodotto turistico, oggi tende a divenire un prodotto sistemico, in quanto il turista cerca di avere di fronte a sé un territorio che è articolato in varie attrattive, ciascuna delle quali deve essere utilmente interconnessa con tutte le altre. Le analisi del turismo in Sicilia mostrano con chiarezza che il prodotto turistico offre un potenziale notevole,ma presenta un livello di sviluppo ancora limitato (è sfruttata solo parte della fascia costiera, l’indice di densità turistica e l’indice di sfruttamento territoriale sono al di sotto della media nazionale), una serie di strozzature impediscono uno sviluppo vero del settore (problema del trasporti, situazione ambientale, intoppi burocratici) in termini di creare un prodotto sistemico di qualità e successivamente indirizzare una adeguata attività di promozione e commercializzazione. In questo contributo si vuole mostrare che la strategia vincente per lo sviluppo sistemico del turismo in Sicilia è, in prima istanza, promuovere i sistemi locali di offerta turistica (SLOT), il cui obiettivo è altamente innovativo e consiste nel fare in modo che amministratori locali, produttori, consumatori operino congiuntamente per dare una forte identità turistica ai loro territori (espressione di qualità e marca), per creare una realtà di produzione nell’ottica della filiera, dei sistemi di rete e in seconda istanza per creare dei distretti turistici (DT) che rappresenterebbero dei poli in grado di assumere una triplice valenza: 1)strumento per programmare lo sviluppo sostenibile per le aree minori; 2) supporto operativo per riposizionare i territori del turismo maturo; 3) elemento trainante per le aree ad alta potenzialità turistica ma a mancato decollo. Nei distretti turistici è l’aggregazione intersettoriale sul piano economico e sociale che fa emergere quel vantaggio competitivo che distingue le località. Ovviamente il presupposto fondamentale del successo di una politica trasversale è il coordinamento tra enti pubblici preposti alla programmazione e l’instaurarsi di rapporti cooperativi pubblici e privati. Il sistema dei distretti con le sue caratteristiche peculiari: 1) elevata capacità di scambio di esperienze; 2) velocità di rinnovare i sistemi organizzativi, è secondo gli esperti il modello economico ideale da coniugare ad una nuova offerta di servizi e di sviluppo del sistema turistico, in particolare siciliano. In conclusione, la realizzazione di un’adeguata ed articolata offerta turistica di questo genere, consentirebbe di realizzare un adeguato sviluppo turistico in Sicilia, che offrirebbe anche opportunità occupazionali a tanti giovani desiderosi di attivarsi nel mondo del lavoro, sciogliendo il nodo delle disoccupazione e dello sviluppo economico territoriale. Metodi Oggi il turista è alla ricerca di una esperienza di vita, che pone in primo piano la domanda di “cose da vedere”, di “cose da fare” e di “emozioni da vivere”. Ciò richiede una organizzazione sistemica di tutte le risorse e le opportunità di un territorio, con l’attenzione che esse siano realmente e facilmente fruibili. Il passaggio è dall’ottica di prodotto a quello di destinazione turistica, con tutto quello che ne consegue anche sotto l’aspetto della comunicazione (il marketing della destinazione). Pertanto, occorre uscire da una logica che correla prevalentemente (quando non esclusivamente) industria alberghiera ed impianti direttamente complementari (stabilimenti balneari per esempio), ad un’altra che considera le varie componenti d’offerta ( culturali, enogastronomiche, prodotti tipici, ambientali e sportive), e che quindi rimanda alla necessità di una loro organizzazione in una logica di sistema. L’integrazione di varie tipologie di offerta arricchisce, ad esempio, il prodotto balneare di tutte quelle componenti, che favoriscono segmenti di nicchia, che sono sempre più apprezzate e r
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