Sette parchi possibili. Il Parco della Favorita

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Parchi come parti di città di densità relativamente bassa dove la vegetazione abbia un ruolo importante ma di peso variabile e che, caratteristica comune, attraversi la città.
Ad una lettura stereotipa (la croce di strade ) che continua a generare comportamenti inerti e non strutturanti della città, si sostituisce una lettura che possa essere rifondativa o che possa innescare un processo possibile di piano della città che non può essere il PRG. Una lettura geografica e fenomenologica intendendo rispettivamente, una città che abbia come caratteristica al suo interno alcune parti vuote, poco dense, poco costruite e proponendo una lettura priva di distinzione di valore, di giudizio su ciò che è bello o brutto, perché questo probabilmente alimenterebbe pregiudizi culturali legati a tanti luoghi comuni e preferendo operare metodologicamente queste distinzioni. Dal disegno generale si evince una descrizione massiccia e complessiva che distingue le aree a partire dalla loro differente natura. Abbiamo distinto queste aree a bassa densità avvalendoci di disegni molto selettivi,interpretativi.
Il parco della costa si muove in aree che certamente dal punto di vista estetico non potrebbero essere chiamati parchi ma in termini di potenzialità queste aree lo sono.
Il parco agricolo:tenuta agricola protetta, salvaguardata dal progresso civile o dalla mafia, la cui coltivazione è essenzialmente legata alla produzione di mandarini .
Il parco dell’Oreto: un parco naturale fluviale, se non fosse così fortemente degradato.
Il parco delle piazze: il più anomalo dal punto di vista della forzatura fatta per attribuirgli la definizione di parco, uno squarcio che attraversa la città e che altro non è, che il risultato della configurazione presa dentro la città costruita dai piani aperti in cui confluivano diversi percorsi provenienti dall’entroterra .Una sequenza di piazze che dal mare risale fino al parco d’Orleans.
Il parco del Ring: si incrocia con due diverse idee, una fenomenologica, che considera tutto il porto occupato dalle mura in quanto zona marginale perché priva di un progetto di trasformazione, come invece è successo in molte città moderne europee, diventando un luogo di variazioni possibili della costruzione della città (es. giardini pensili), un luogo speciale che avrebbe la posizione delle mura intrecciata ad una utopia moderna che è diventata uno dei più importanti progetti di riconversione che ha caratterizzato molte città moderne dell’ottocento, cioè la costruzione dei ring. Una operazione che converte, per la perdita della loro funzione, ciò che è mura dentro la città storica tramutandone il perimetro in una forma contemporanea di infrastruttura della città moderna.
Approfondimento specifico per la ricerca, infine, il più vicino alla nozione di parco e alla tipologia del parco tra il 700 e l’800 il parco della Favorita.
Il parco della Favorita è il più vicino alla nozione di parco.
In quelle aree che chiamiamo parchi abbiamo fatto degli esperimenti, è un sistema di ricerca molto interessante perché permette di vedere la città da dentro, queste parti la attraversano e la loro caratteristica comune è quella di essere infrastrutturali, che potrebbe essere una striscia più o meno profonda e non soltanto una strada che entrando dentro la città la serve e la fa vedere dall’interno. In questo modo l’infrastruttura aiuta la città a ricambiarsi, anche rispetto a questioni che sono di grande contemporaneità, per esempio il grande aumento di densità,la necessità oggettiva di aree vuote dentro la città, non per costruire ma più propriamente per avere pezzi di natura dentro la città,che possano costituire una sorta di ricambio ambientale, ecologico. Quindi questo carattere infrastrutturale avrebbe vari livelli di interpretazione, vari valori possibili, dietro a questa ipotesi abbiamo esplorato le aree una ad una ed abbiamo riconosciuto

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Obbiettivo generale della ricerca è quello di condurre un lavoro di osservazione sistematica del Parco della Favorita della sua fondazione e dei suoi effetti fino ad oggi, così che assuma i seguenti obbiettivi specifici: Disegnare 10 carte:
Il sistema del parco esteso,
il sistema della vegetazione,
il sistema dell'orografia,
il sistema delle aree marginali,
i sistemi urbani e rurali,
il sistema delle Ville,
il sistema dei Viali,
il sistema dei Padiglioni,
lo spessore del bordo del Parco storico,
lo spessore del bordo del Parco esteso.

Una prima parte della ricerca sarà dedicata alla costruzione della struttura metodologica per la compilazione delle carte, in modo che essa, per quanto frammentaria, conservi la sua sistematicità e possa essere ampliata indefinitivamente. Si proverà a fissare alcune regole o pregiudizi di lettura per la costruzione di una specie di protocollo. I temi di lavoro di questa fase riguardano da una parte, la definizione dei modi di osservazione e di rappresentazione delle informazioni oggettive e critiche rilevate nei sopralluoghi e, dall’altra i modi di definizione dell’oggetto stesso dell’osservazione. In particolare:
Sarà necessario avviare uno studio sistematico
- Consultazioni cartografiche
- Individuazione aree di esplorazione
- Sopralluoghi
E la scelta di alcuni standard
- Determinazione delle condizioni di osservazione (ipotesi)
- Determinazione di altre procedure
Infine la scelta di alcuni disegni tipo
- Repertorio dei disegni per la rappresentazione
- Repertorio di rappresentazione cartografica
Le altre fasi di studio sono in parte indipendenti dalla prima fase e dallo studio sistematico ed in questo caso si procederà con la proposta diretta dei casi di studio e con le prove di progetto.
In parte, al contrario saranno strettamente dipendenti dalla prima fase e dalle scoperte che da essa potranno sortire. Si compilerà un elenco di casi studio anche di piccola scala, sistematizzando e tipizzando per quanto possibile le condizioni attraversate e le particolari situazioni trovate.
StatusActive
Effective start/end date1/1/07 → …

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