Ruolo di entità o microrganismi endofiti in piante agrarie e forestali

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La simbiosi fra varie comunità di entità viventi (virus, fitoplasmi, batteri e funghi) e piante comprende l’endofitismo o endobiosi. Gli endofiti possono colonizzare sia gli organi epigei che ipogei dell’ospite, instaurando interazioni che vanno dal mutualismo, al commensalismo criptico, sino a varie forme di parassitismo (latente, virulento). Interazioni prettamente mutualistiche sono quelle instaurate fra radici e funghi tellurici, note come micorrize. In natura esistono anche associazioni simbiotiche, da neutrali a mutualistiche, che si concretizzano in una colonizzazione asintomatica dell’ospite vegetale. L’ipotesi dell'antagonismo bilanciato suggerisce che l’interazione rimane tale sin quando i due bionti sono in equilibrio. Il verificarsi di uno stress ambientale (meteorico, idrico, edafico, etc.) si ripercuote negativamente sul vigore vegetativo del bionte vegetale riducendone le capacità difensive: l'endofita è quindi capace di superarle assumendo il ruolo di "patogeno debole" e l'ospite diviene sintomatico.
L'antagonismo bilanciato fra endofita-pianta può essere alterato anche dall'insediamento nell'ospite di un competitore o parassita; il fungo o batterio endofita, quindi, producendo metaboliti tossici per il competitore assume il ruolo di simbionte antagonista nei confronti di quest'ultimo e mutualista verso l’ospite vegetale.
Da alcuni decenni le micorrize vengono utilizzate per migliorare le performance delle piante ospiti, sia in vivaio, che in pieno campo, rendendole più tolleranti a vari agenti patogeni anche di difficile controllo (agenti di marciumi, tracheopatie e virosi). A tal proposito, recenti studi hanno accertato, per una stessa fitopatia virale, il concorso di più entità che, ricombinandosi, originerebbero molecole chimeriche con capacità vitali, tali da vanificare l’impiego di eventuali ibridi resistenti come strategia di difesa. Di contro, ad oggi, è poco nota l’evoluzione dei patogeni ad alta intensità replicativa in un sistema costituito oltre che da ospite-patogeno anche da altri bionti, come, per esempio, i funghi micorrizici.
Anche gli endofiti sono attualmente ritenuti quali possibili fonti di nuove molecole alternative da impiegare nelle strategie difensive dalle fitopatie.
Recenti studi hanno però rilevato "in vitro", che metaboli secondari rilasciati da endofiti possono essere tossici anche per l'ospite oltre che per i competitori microbici, così come questi ultimi in coltura duale con un endofita produrrebbero metaboliti secondari tossici nei confronti dello stesso. Se l'antagonismo bilanciato è alterato, quindi, l'endofita o i competitori potrebbero divenire patogeni ed avviare una fitopatia.
Nelle interazioni politrofiche, quindi, conoscere i meccanismi che regolano i rapporti fra più bionti è di importanza fondamentale per razionalizzare l’impiego delle associazioni utili nell’ambito del controllo a basso impatto ambientale.
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