Ricognizione dello stato di conservazione delle opere d'arte nelle chiese francescane

Project: Research project

Project Details

Description

Nell'ambito di una ricerca interdisciplinare che miri alla conoscenza, alla salvaguardia, alla conservazione e al restauro delle opere d'arte, in particolare quelle conservate nelle chiese francescane, sono strumenti complementari indispensabili da un lato la ricerca storico-artistica, dall'altro la conoscenza delle tecniche e dei materiali utilizzati. Nel corso della riflessione che ha portato alla definizione del progetto di ricerca, sono state individuate le chiese francescane, perchè caratterizzate da una grande varietà di opere d'arte di tipologie, tecniche e materiali riconducibili a un ampio arco temporale. Per ogni chiesa presa in esame verrà predisposta una mappatura dettagliata dello stato di conservazione delle opere d'arte, individuando le più ricorrenti cause di degrado. Su questa base, la presente UR (denominata PA/ART) si avvarrà della necessaria collaborazione delle UR di Pisa e PA/CHIM, che si occuperanno essenzialmente della diagnostica, e della UR di Firenze che sintetizzerà nuovi nanomateriali per la pulitura e il consolidamento di manufatti storico-artistici. Nella ricerca verranno privilegiati gli esemplari artistici che maggiormente ed emblematicamente presentano problematiche diconservazione e restauro, presenti nelle chiese palermitane e non, e conservati presso il Museo Diocesano di Palermo. Tra le principali opere d'arte commissionate dai Francescani sono quelle lignee che si incentrano sulla figura del Crocifisso, con cui il devoto instaura un particolare rapporto empatico, e le suppellettili liturgiche in argento. Mentre i più ricchi ordini religiosi e le chiese cattedrali o parrocchiali impreziosivano i loro edifici con marmi e materiali pregiati, artigiani-artisti noti e anonimi talora appartenenti alla famiglia francescana realizzavano inoltre nello stesso stile e spesso con i medesimi modelli architettonici fastose custodie eucaristiche lignee. Quello della scultura lignea legata fortemente alla devozione, come quelle dei santi francescani, è l'esempio più diffuso di ripetute ridipinture sull'opera originaria, talora con risultati disastrosi per lo studio e la conoscenza storico-artistica dell'opera stessa, cosa che rende indispensabile il restauro scientifico condotto con le più aggiornate tecniche e l'ausilio di una ricerca interdisciplinare. In considerazione del fatto che il progetto prevede un approccio multidisciplinare all'analisi dell'opera d'arte, nessun manufatto potrà essere studiato singolarmente e asetticamente, ma sarà indispensabile inserirlo nel più ampio patrimonio socio-culturale e storico-artistico, che ne consenta una più aderente e completa acquisizione. Partendo,quindi, dall'imprescindibile analisi sul campo, divengono interventi indispensabili per la tutela delle opere d'arte la catalogazione a tappeto, la documentazione fotografica e la divulgazione conoscitiva, strumenti materiali e culturali per la sensibilizzazione e la difesa del patrimonio storico-artistico. L'approccio interdisciplinare fornisce, pertanto, margini di maggiore attendibilità riguardo alla collocazione spazio-temporale e un prezioso ausilio, tramite la diagnostica applicata ai beni culturali, alla conoscenza e alla conservazione dell'opera d'arte.

Layman's description

Nell'ambito di una ricerca interdisciplinare che miri alla conoscenza, alla salvaguardia, alla conservazione e al restauro delle opere d'arte, in particolare quelle conservate nelle chiese francescane, sono strumenti complementari indispensabili da un lato la ricerca storico-artistica, dall'altro la conoscenza delle tecniche e dei materiali utilizzati. Nello specifico, la ricerca storico-artistica si basa sulla visione diretta dell'opera d'arte e sull'analisi di tutti gli elementi formali e stilistici, nonché delle tecniche di realizzazione che ne consentano una prima valutazione conoscitiva. Nell'ambito della riflessione che ha portato alla definizione del progetto di ricerca, sono state individuate le chiese francescane, perchè caratterizzate da una grande varietà di opere d'arte di tipologie, tecniche e materiali riconducibili a un ampio arco temporale. Per ogni chiesa presa in esame verrà predisposta una mappatura dettagliata dello stato di conservazione delle opere d'arte, individuando le più ricorrenti cause di degrado, come ad esempio gli effetti dell'umidità di risalita, dell'insufficiente smaltimento delle acque meteoriche e dello stato fatiscente delle aperture sulla conservazione e la leggibilità di affreschi e dipinti murali, di dipinti su tavola alle pareti e apparati decorativi diversi (stucchi, marmi mischi, legni, etc.). La stessa nefasta presenza di umidità favorisce il proliferare di danni legati all'azione di agenti biologici, anche su opere d'arte mobili come l'argenteria sacra, gli arredi lignei e i tessuti. Un'ulteriore fattore di degrado è legato alla cattiva manutenzione o all'usura, cui in passato spesso si è cercato di rimediare con interventi di restauro non sempre corretti. Diversi sono i provvedimenti manutentivi che si impongono per la salvaguardia degli apparati decorativi strettamente legati alla struttura architettonica, come stucchi, marmi mischi, pavimenti di ceramica, soffitti lignei, o invece gli oggetti mobili, come le sculture lignee, le argenterie, i parati sacri, anche se i criteri scientifici di approccio sono gli stessi. È pertanto indispensabile un tempestivo programma di restauro che consenta ai complessi decorativi legati alle strutture architettoniche di venire salvati assieme ai loro supporti, rimuovendo le cause del comune degrado. Su questa base, la presente UR (denominata PA/ART) si avvarrà della necessaria collaborazione delle UR di Pisa e PA/CHIM, che svolgeranno un ruolo prevalente nella diagnostica, e della UR di Firenze che si occuperà di sintesi di nuovi nanomateriali per la pulitura e il consolidamento di manufatti storico-artistici. Nella ricerca verranno privilegiati gli esemplari artistici che maggiormente ed emblematicamente presentano problematiche di conservazione e restauro, sia presenti nelle chiese palermitane e non, sia conservati presso il Museo Diocesano di Palermo. L'ordine francescano, in particolare, ha prediletto l'uso del legno come materiale costitutivo povero per l'arredo della chiesa e degli spazi annessi, come soffitti dipinti, a capriate o a lacunari, stalli corali, macchine d'altare, custodie, candelieri e vasi, balaustre, paliotti, statue, reliquiari, crocifissi, armadi da sacrestia, antiporte, leggii, pulpiti, etc., pur non disdegnando una committenza ad orafi e argentieri per la realizzazione di suppellettili liturgiche come calici, pissidi, ostensori, incensieri, navette, reliquiari, aspersori, sportelli da tabernacolo, lampade, etc.. Mentre i più ricchi ordini religiosi e le chiese cattedrali o parrocchiali impreziosivano i loro edifici con marmi e m

Key findings

Scienze socioeconomiche e umane
StatusActive
Effective start/end date1/1/08 → …