Pescesicuro - Regione Siciliana, misura 3.4 FEP (Fondo Europeo Pesca) - "Sviluppo nuovi mercati e campagne rivolte ai consumatori"

Project: Research project

Description

Molte delle aree tradizionali di pesca in tutto il mondo hanno raggiunto la massima capacità di produzione di risorse pescabili e la maggior parte degli stock è sfruttata ai più alti livelli possibili. L’allarme per il raggiungimento di un pericoloso livello di sfruttamento delle risorse ittiche è stato già lanciato da tempo e non solo da parte di settori facili agli allarmismi.A livello mondiale è ormai accertato che: il 70% degli stock oggetto di pesca è in stato di massimo sfruttamento possibile o addirittura già sovra-sfruttato (FAO).La domanda di pesce è aumentata del doppio del tasso di crescita della popolazione umana, le taglie ed il numero di esemplari adulti (e quindi in grado di riprodursi) è fortemente diminuito.Nelle acque comunitarie, che ospitano nel complesso una delle flotte di pesca più grandi al mondo, la situazione non migliora nonostante: la flotta comunitaria che eccede la capacità produttiva riceva aiuti per la dismissione e negli ultimi 10 anni il settore della pesca abbia perduto oltre 60.000 posti di lavoro.Va ricordato che un tempo la pesca era una attività esercitata su dimensioni medio piccole in ragione delle tecnologie disponibili ed il pescato aveva una distribuzione molto localizzata. Oggi invece le dimensioni delle imbarcazioni da pesca, le attrezzature per la cattura, le apparecchiature elettroniche, le tecniche di conservazione del prodotto, i mezzi di comunicazione per la distribuzione del pescato, hanno permesso un maggior prelievo, una maggior durata del prodotto e la sua capillare distribuzione.Inoltre la scelta delle referenze ittiche è molto cambiata: pesce da frittura e pesce da zuppa un tempo, contro pesce arrosto, a taglio o filetti oggi.E’ evidente che l’evoluzione dei fattori socioeconomici ha determinato notevoli cambiamenti nelle scelte dei consumatori, sia nelle qualità che nelle quantità.A partire dalla Convenzione di Rio de Janeiro del 1992 sullo sviluppo sostenibile, la conservazione della dinamica dell’ecosistema è definita come essenziale e quindi lo sforzo di pesca va dimensionato correttamente. Quindi si deve pescare (consumare) quantità rapportate alle risorse disponibili e al loro grado di rinnovo. Il settore della pesca siciliano versa, oggi, in uno stato di forte crisi a causa della diminuzione delle risorse alieutiche nel mediterraneo, dove un tempo eravamo in pochi a pescare ma adesso anche quelli che una volta erano PVS hanno flotte importanti. Quindi un incremento complessivo dello sforzo di pesca, favorito anche dal potenziamento delle tecnologie legate all’attività di prelievo.In questo quadro l’aumento dei consumi è stato garantito da prodotto importato da mari lontani spesso di gran lunga peggio sfruttati.Il consumatore il più delle volte non è in grado di riconoscere le specie e le provenienze, cosi come non è a conoscenza delle limitazioni temporali, spaziali o di taglia cui sono soggette le attività di pesca e le singole specie. Questo favorisce la presenza sui mercati ma soprattutto presso la ristorazione di prodotti illegali.L’illegalità può essere determinata dal prelievo in momenti proibiti (corrispondenti ai periodi di reclutamento), all’uso di attrezzi non consentiti, alla pesca in località protette o interdette (prateria di Posidonia, Aree marine protette, ecc), alla cattura di soggetti sotto taglia in maniera volontaria (piccoli cefalopodi, giovanili di sarda, ecc) e non accidentale.Negli ultimi anni anche a causa della crisi economica ed occupazionale un numero crescente di soggetti non abilitati alla pesca (pescatori non professionali) effettuano un i

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Informare e sensibilizzare gli operatori (produzione e commercio), i consumatori e i ristoratori, sulle tematiche relative al comparto della pesca, alle normative che ne regolano il funzionamento, alle norme gestione e di conservazione delle risorse. L’azione intende diffondere non il consumo indiscriminato (cosi come in passato più volte si è fatto) ma il consumo “responsabile” delle specie ittiche, ad esempio limitando l’utilizzo di quelle attualmente sovra-sfruttate, incentivando il consumo delle specie maggiormente sostenibili ed in un quadro di rispetto delle leggi e dei regolamenti (taglie, periodi, attrezzi, ecc). Le azioni vedranno il coinvolgimento delle principali associazioni di categoria (AGCI Agrital, Legacoop, Federcopesca, Confcommercio, ecc), degli attori dei territori dipendenti dalla pesca (GAL) e dai consorzi di gestione della pesca (CoGePA). Wp1 – Studio preliminare sui protocolli per un consumo sicuro, legale, consapevole dei prodotti della pesca e sulla creazione di un marchioWp2 - Campagna nei confronti degli operatori della pesca e degli esercentiWp3 - Campagna nei confronti dei consumatoriWp4 - Campagna nelle scuole sui percorsi di legalità dei prodotti della pescaWp5 – Misure per la disseminazione dei risultatiWp6 - Coordinamento e segreteria amministrativa

Key findings

Biotecnologie, prodotti alimentari e agricoltura
StatusFinished
Effective start/end date5/18/1512/17/15