PANORAMI URBANI E NUOVE IMMAGINI DELLA CITTÀ: RISEMANTIZZAZIONI MEDIATICHE E TURISTICHE DEL TERRITORIO METROPOLITANO

Project: Research project

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L’unità di ricerca di Palermo intende affrontare la questione della riscrittura del territorio urbano, esaminando un corpus coerente di testi visivi proposti, spesso in modo complementare, dall’universo mediatico e dalle pratiche turistiche attuali. Si tratta di analizzare, dal lato del turismo, cartoline, fotografie, depliant etc., in rapporto alle rappresentazioni mediatiche di alcune città cam-pione del bacino del Mediterraneo. E viceversa, dal lato dei media, si analizzeranno trasmissioni te-levisive, testi d'informazione etc., in funzione del discorso turistico condotto sulle e dalle medesime città. Il campo scientifico entro cui si muoverà tale lavoro sarà quello di una sociosemiotica dello sguardo e delle immagini.Il gruppo di ricerca dell’unità di Palermo, che affronterà tale aspetto della ricerca, è composto da studiosi e specialisti, che già da tempo lavorano sul tema della risemantizzazione dei luoghi, a parti-re da punti di vista diversi e, non di meno, complementari. L’unità di ricerca è infatti composta da: a) il coordinatore, prof. Giovanni Marrone, docente di semiotica presso l’Università degli Studi di Palermo, la cui attività di ricerca nel campo della spazialità è già descritta nel curriculum allegato, b) la prof.ssa Luisa Scalabroni, esperta in comunicazione visiva e analisi dell’immagine, docente di Semiotica del visivo presso l’Università degli Studi di Palermo, c) il prof. Vanni Codeluppi, docen-te di Sociologia dei consumi e della pubblicità presso lo IULM di Milano, noto studioso dei luoghi del consumo e della cultura sociale urbana d) il prof. Mauro Ferraresi, docente di Sociologia dei consumi presso lo IULM di Milano, anch’egli studioso di problemi della cultura metropolitana, e) il dott. Francesco Mangiapane, professore a contratto di Semiotica presso l’Università degli Studi di Palermo (sede di Enna), esperto nello studio dei paesaggi urbani, degli spazi commerciali e delle vetrine, f) la dott.ssa Alice Giannitrapani, dottoranda di ricerca in Marketing Turistico presso l’Università degli Studi di Palermo, studiosa di semiotica dello spazio, il cui campo di ricerca ri-guarda la comunicazione nelle guide turistiche g) la dott.ssa MariaClaudia Brucculeri, dottoranda di ricerca in Scienze del Turismo presso l’Università degli Studi di Palermo, esperta in semiotica dello spazio e dell’architettura, impegnata in una ricerca sulla risemantizzazione turistica degli spazi ur-bani, h) la dott.ssa Roberta Genova, professore a contratto di Percezione visiva presso l’Università degli Studi di Palermo, si interessa di cultura visuale e analisi dell’immagine; i) il dotto. Dario Mangano, dottorando in Disegno industriale, espertto di questioni legate alla semiotica degli oggetti tecnici e alle ricerche etnografiche.Vediamo, a questo punto, in che cosa consiste il campo di indagine della sociosemiotica. La semio-tica contemporanea ha da tempo abbandonato le iniziali preoccupazioni relative a una definizione dei segni cosiddetti iconici. Ha invece trovato una strada feconda nella doppia analisi – figurativa e plastica – delle immagini, grazie alla nozione di semisimbolismo: più che alle strutture narrative, è alle procedure poetiche e mitologiche che occorre prestare attenzione per comprendere il funziona-mento delle immagini. Rispetto alla questione dei linguaggi visivi, gli sforzi attuali degli studi se-miotici si sono allora concentrati su altre due questioni (i) una teoria generale della visualità, all’interno di una più generale semiotica della percezione e del corpo, (ii) una considerazione non più soltanto testuale m

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Considerare la città come un “testo” - ossia come un “oggetto di senso” passibile di un’analisi sociosemiotica, in grado di fornire un incremento di conoscenza rispetto ad altre prospettive di studio – pone alcuni problemi metodologici. Il testo della città è diverso da quello di un componimento poetico o di un film, dove una struttura linguistica predeterminata si offrealla fruizione di un lettore a essa esterno. Si tratta, etimologicamente, di un “tessuto”, di un intreccio di vuoti e di pieni, di forme e di volumi, di superfici e di altezze, di luoghi e di percorsi, dunque di una struttura spaziale significativa, progettata e costruita a uso e consumo umano e sociale. Ma si tratta anche, in modo opposto e complementare, di un insieme di vissuti e di pratiche, di comportamenti e di emozioni, che tendono a trasformare, a ripensare, a riformulare, a ricostruire il senso e le forme di tale struttura. Da un lato infatti le forme dello spazio urbano costruiscono in vario modo gli attori sociali che lo abitano o lo attraversano, i loro programmi, i loro valori, i loro progetti esistenziali e processi di interazione reciproca; dall’altro lato, però, tali attori si trovano costantemente a risemantizzare spazi, a dotarli di sensi altri, parzialmente o totalmente diversi da quelli dati. Lo spazio-testo urbano nasce insom-ma da una dialettica costitutiva fra progettazione e uso, fra costruzione predeterminata e progressiva superfetazione casuale. Nessuna città si costituisce come tale “a tavolino” prima d’essere realmente abitata, non foss’altro perché il tempo e la storia pongono inevitabilmente un prima e un dopo l’eventuale, e mitico, atto di fondazione. Da qui, l’idea di questa ricerca, secondo cui la “scrittura” urbana è sempre, e contemporaneamente, una “ri-scrittura”: il senso della città è anche e inevitabilmente la sua trasformazione.E da qui, anche, il progetto di ricerca dell’unità di Palermo. L’universo mediatico e quello turistico, incrociandosi spesso, costituiscono due casi in cui la questione della costitutiva “riscrittura” semantica della città è del tutto evidente. Dove cioè è abbastanza difficile distinguere fra (i) la città in senso fisico e geografico, (ii) la città in senso sociale e culturale, (iii) la città come insieme di esperienze vissute e pratiche d’uso, e (iv) la città rappresentata, immaginata, trasformata dal discorso che su di essa viene proposto dai media, nonché dalle forme di rappresentazione turistica. In altri termini, si viene a creare un ulteriore livello di senso: la risemantizzazione operata dai media e dal loro pubblico, dagli operatori turistici e dai turisti è infatti un’operazione di secondo grado, che si innesta su una precedente attribuzione di senso operata dai soggetti sociali. È evidente però che questo secondo livello tende a confondersi spesso con il primo, per il semplice fatto che i soggetti sociali costituiscono anche il pubblico dei media e il bacino d’utenza del turismo.Il rapporto fra spazio vissuto e spazialità rappresentata e descritta non è ovvio ed evidente, poiché risulta più complesso di una duplicazione. Lo spazio rappresentato tende a fornire istruzioni di comportamento e di lettura dello spazio effettivo, costruendolo in quanto testo, ovvero rendendolo denso di una sua narratività e discorsività di base.Per ciò che concerne specificatamente i media, appare evidente che il modo in cui essi rappresentano una città – in se stessa, nel rapporto col territorio circostante, nel rapporto (sintagmatico e para-digmatico) con altre città – influisce considerevolmente sul senso della stes
StatusFinished
Effective start/end date2/9/073/30/09