Mobilità sociale e nobiltà nella Sicilia moderna

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La ricerca ha per oggetto di indagine la forte mobilità sociale – con i suoi processi di rimescolamento e rinnovamento – che ha caratterizzato costantemente la storia della Sicilia moderna, con alcune fasi di particolare accelerazione: nei decenni tra fine ’500 e inizio ’600 e in quelli a cavallo del 1700, “alba” di quei “gattopardi”, che avrebbero dominato la scena politica negli anni difficili di dominazioni straniere brevi e precarie. Lo dimostrano, tra i tanti, alcuni fenomeni che coinvolgono dalla base al vertice tutta la piramide sociale dell’isola:
1) la vivacità del mercato dei titoli e degli onori (don, nobile, regio cavaliere, titoli feudali);
2) l’elevato numero di cadetti siciliani dell’Ordine di Malta (dai cavalieri di giustizia – nobili per 4/4 - ai cappellani d’obbedienza, ai quali venivano richiesti titoli di nobiltà assai più modesti), ma anche degli ordini militari castigliani (Alcantara, Caltrava e Santiago) e di quello toscano di S. Stefano;
3) le "scalate sociali", nell'ambito del patriziato urbano, di fazioni e reti familiari, che monopolizzano la gestione del potere locale e delle sue risorse finanziarie.

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La ricerca si propone di analizzare tutte quelle “risorse dell’onore”, costantemente mobilitate dalla nobiltà siciliana – vecchia e nuova – in un contesto di “precarietà” nella quale le posizioni di prestigio sociale ed economico raggiunte devono continuamente far fronte alla pressione di parvenues e “nuovi baroni”, alle crisi finanziarie e patrimoniali (con un costante ricorso all’indebitamento), alla fragilità biologica. Queste “risorse dell’onore”, riconducibili a una strategia finalizzata alla sopravvivenza e non necessariamente, quindi, pianificata in anticipo, sono le seguenti:
a) ricostruzione di “genealogie incredibili”, finalizzate non tanto a provare l’indimostrabile, quanto piuttosto a dimostrare di avere cognizione del proprio passato, condizione e requisito insieme di identità aristocratica;
b) stretto legame di fedeltà alla Corona spagnola, soprattutto nella fase iniziale di ascesa della famiglia – attraverso l’accesso a cariche amministrative (centrali e periferiche) e militari, e l'ammissione agli ordini castigliani di Calatrava, Alcantara e Santiago – e nei periodi di crisi politica (come nel periodo delle rivolte del 1647-48 e durante la rivolta di Messina del 1674-78);
c) alleanze matrimoniali finalizzate alla costruzione e all’accrescimento del patrimonio (legami con ricche famiglie, di origine genovese), al mantenimento dello stesso (ricorso all’endogamia), alla creazione di una “rete aristocratica gerosolimitana” tra famiglie accomunate da una massiccia presenza di cadetti nelle file dell’Ordine di Malta;
d) sfruttamento dei canali principali della mobilità sociale: carriera militare, accesso al mercato dei titoli, soprattutto feudali, e ingresso nei ranghi parlamentari; acquisizione di titoli di benefici ecclesiastici di patronato reale; cursus honorum nell'ambito dell'amministrazione locale e del governo centrale dell’Ordine di Malta, ammissione nell'Ordine toscano di S. Stefano.
Nota: Il punto b) e il punto d) (con particolare riferimento ai cavalieri siciliani dell'Ordine di S. Stefano) sono stati oggetto di approfondito scavo bibliografico e archivistico durante il primo anno della ricerca.
La ricerca seguirà un criterio metodologico di continuo confronto/integrazione tra le fonti locali siciliane riguardanti la nobiltà laica ed ecclesiastica (Archivio di Stato di Palermo, Archivio storico del comune di Palermo) e quelle prodotte e conservate a livello centrale (Archivo Nacional de Simancas; Archivo Historico Nacional di Madrid, National Library of Malta, Archivio Segreto Vaticano).
Nel caso dell'Archivio di Stato di Palermo i fondi oggetto di indagine saranno gli archivi familiari - per esempio Alliata di Villafranca -; i processi di nobiltà dei cavalieri siciliani dell'Ordine di Malta; le Sacre Regie Visite della Conservatoria del Real Patrimonio.
Per la documentazione spagnola saranno indagati in particolare i fondi degli ordini militari (Alcantara, Calatrava e Santiago) dell'Archivo Historico Nacional, e la documentazione conservata nell'Archivo General de Simancas (Secretarias Provinciales, Estado, Patronato Real-sezione Real Patronato eclesiastico).
Altra fonte molto interessante è quella delle "provanze di nobiltà" dell'Ordine toscano di S. Stefano (Archivio di Stato di Pisa) relative a cavalieri siciliani.
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Effective start/end date1/1/07 → …

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