I giardini siciliani nella storia5 ville comunali siciliane, XIX/XX secolo

Project: Research project

Project Details

Layman's description

Lo studio, commissionato dal Co.Ri.S.S.I.A. (consorzio tra Ass. Reg. AGRICOLTURA E FORESTE, D/AGRONOMIA AMBIENTALE E TERRITORIALE UNIPA, fondazione LIMA/MANCUSO UNIPA), è finalizzato alla implementazione e innovazione delle competenze del comparto florovivaistico siciliano. Si è, tuttavia, ritenuto che ai destinatari principali se ne potessero affiancare altri: i gestori degli enti locali, per esempio, i comuni cittadini, i progettisti e gli studiosi.Lo studio ha riguardato cinque VILLE COMUNALI siciliane, scelte perché significative di una tipologia di giardino, diffusasi su tutto il territorio nazionale subito dopo l'unità d'Italia, impiantato di solito in aree di risulta o da bonificare, è presente anche nei paesi più piccoli, che se ne dotarono tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima del Novecento.I cinque esempi siciliani - che fanno parte di questo studio e che sono sufficientemente rappresentativi della tradizione locale - si trovano in piccole città, tranne nel caso di Palermo; e, pur conservando un impianto basato su assi e avendo molti elementi in comune con analoghi in altre parti di Itali, presentano alcuni caratteri specifici che li radicano a una cultura autoctona, soprattutto in ragione della flora, in prevalenza, esotica. Sono di dimensioni modeste (quattro non superano l’ettaro, la villa di Caltagirone arriva a sette ettari); sono stati impiantati in aree di margine o di risulta (la villa di Trapani è l’unica a segnare il passaggio tra la parte più antica e quella ottocentesca della città); svolgono, comunque, il compito di ricomporre il tessuto urbano per isolati, essendo in genere circondati da strade (le ville di Sciacca e Gela non lo sono perché localizzate su un confine esterno). Sull’argomento esistono già alcuni studi che hanno esplorato il giardino storico siciliano da vari punti di vista spesso, però, eterogenei e non confrontabili e, soprattutto, carenti di informazioni relative sia alla loro localizzazione nel contesto di appartenenza che alla loro forma alle specie vegetali presenti. Invece, la conoscenza puntuale dei giardini (attraverso rilievi in scala dei materiali minerali e vegetali; la schedatura della flora;le relazioni con il contesto, la valutazione dello stato di conservazione, ecc.) rendono possibile il confronto tra impianti coevi o analoghi e quello tra gli impianti attuali e le trasformazioni subite nel tempo e sono indispensabili per capirne il valore reale. Obiettivi generali-costruire una conoscenza del giardino nella quale fossero: a. descritto in forma compiuta ed esauriente il manufatto giardino; b. precisate le questioni scientifiche di fondo; c. individuati criteri per la manutenzione dei giardini esistenti e la progettazione di nuovi;-diffondere e divulgare la conoscenza del giardino attraverso un strumento chiaro rapido e di facile consultazione, nel quale le informazioni siano rigorose da un punto di vista scientifico e, tuttavia, accessibili a un ampio spettro di utenza.Obiettivi specificiPer vivaisti e progettisti, sapere-quali esemplari vegetali sono presenti e con quali modalità di acclimatamento; -quali sono le regole di organizzazione dei materiali vegetali e minerali per raggiungere una determinata configurazione, in altri termini, come ottenere un determinato effetto finale e con quali esemplari;-quali sono i valori d’uso ed economico.Per i gestori degli enti locali, conoscere che-il giardino è un bene culturale e, in quanto tale, ha anche un valore economico in sé e produce valore aggiunto per il luogo un cui si trova;-il giardino produce sempre un miglioramento
StatusFinished
Effective start/end date1/1/069/7/09