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l programma prende avvio dalla necessità di ricercare una risposta plausibile alla questione di legittimità del potere politico, nella condizione di crisi in cui versa lo Stato in relazione alla nuova realtà della società globale e della molteplicità conflittuale delle culture compresenti nella medesima sfera pubblica. In un momento nel quale i conflitti fra diversi nella medesima società politica si fanno più complessi e acuti, lo Stato, il grande mediatore del pensiero politico moderno, è messo in questione dalla logica stessa del contrasto a cui dovrebbe dare soluzione: la crisi dello Stato appare, nella società multiculturale moderna, una crisi originata dalla stessa sfera pubblica e, al tempo stesso, una crisi che coinvolge la vita stessa della sfera pubblica. Il fulcro è stato individuato nella questione del nesso ambiguo fra identità e differenza entro la nuova dimensione d'esperienza, che pone in discussione tanto l'adeguatezza dello schema consueto dell'individualismo occidentale quanto ogni replica a questo schema che si appelli a modalità univoche di appartenenza. I- Muovendo dalla convinzione che il problema dell'identità-differenza per i soggetti politici nella società globale si pone in modo ben più dinamico ed investe una gamma più ricca di piani di quanto si esprima nelle tesi comunitariste, la ricerca si propone di cogliere questa ricchezza di dimensioni avvalendosi degli strumenti offerti dalla più recente riflessione teorica e metodologica sulla complessità (teorie della complessità, teorie dei sistemi, costruttivismo radicale, costruttivismo sociale, realismo critico). II- Assumendo come dato acquisito la crisi dello Stato, si muove dall'ipotesi di ricerca secondo la quale questa crisi altro non è se non la conseguenza di una inadeguatezza strutturale del modello statale tanto alla complessità quanto alla intrinseca dinamicità della società multiculturale. III- L'analisi fenomenologica della soggettività dovrà fornire le indicazioni necessarie alla rielaborazione di una teoria della sfera pubblica globale come ambito condiviso di comunicazione intersoggettiva. E' infatti possibile indicare nel problema della temporalità il punto di incontro per le questioni della soggettività, dell'identità-differenza e della comunicazione. IV- Come obiettivo finale del programma, conseguente dai precedenti momenti della ricerca si pone la formulazione di una ipotesi alternativa per il governo delle differenze nella società globale. Il presupposto è costituito dalla riconosciuta relazione fenomenologica fra identità-differenza, comunicazione e sfera pubblica: sulla base di questa relazione si vogliono indagare le possibilità di un modello non statale di governo delle differenze che assuma come obiettivo la ricostituzione di un mondo comune della comunicazione politica a muovere dal riconoscimento dei molteplici "mondi" di cui sono portatori i soggetti differenti. L'ipotesi, che trova riscontro già nella precedente ricerca PRIN, prevede la possibilità di elaborare un modello di governo partecipato, che ecceda le forme individualistiche del mandato rappresentativo per dare spazio al diretto confronto delle differenze nella sfera pubblica: l'obiettivo che si persegue è dunque quello di prospettare teoricamente un modello di relazione politica nel quale la separazione fra esercizio del potere politico e sfera pubblica sia, se non annullata, quanto meno significativamente ridotta. Si tratterebbe di un modello di governance, costruito non sul presupposto della ricerca di un compromesso accettabile fra i

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PREMESSE: Si tratta di porsi un duplice interrogativo: se si possa trovare una via per restituire consenso di legittimità all'assetto istituzionale del corpo politico moderno e se si possa indicare una via per rivitalizzare la stessa sfera pubblica, che si presenta frammentata e bloccata dallo scontro di molteplici identità eterogenee e confliggenti, e tuttavia nel complesso concordi nel far rilevare l'inadeguatezza dell'assetto giuridico istituzionale. METODO: Il programma si propone di ricercare l'uscita da questa impasse attraverso una prospettiva interdisciplinare, che si avvalga di competenze politologiche, storico filosofiche, giuridiche, così come di conoscenze nella teoria dei sistemi, nella psicologia sociale e cognitiva, nella antropologia, nella pedagogia interculturale e nella teoria della comunicazione artistica. Il fine è di pervenire alla elaborazione di un modello teorico complessivo adeguato alla complessità della questione ed alla mutevolezza dinamica del contesto studiato, evitando in questo modo di cadere in una prospettiva astrattamente riduzionista ovvero in una rappresentazione statica delle relazioni sociali e politiche in gioco. Il fulcro di questa elaborazione è stato individuato nella questione del nesso ambiguo fra identità e differenza entro la nuova dimensione d'esperienza, che pone in discussione tanto l'adeguatezza dello schema consueto dell'individualismo occidentale quanto ogni replica a questo schema che si appelli a modalità univoche di appartenenza. FASI: I- RICOSTRUZIONE CRITICA DELLA QUESTIONE IDENTITÀ-DIFFERENZA CON GLI STRUMENTI DELL'ANALISI FENOMENOLOGICA E DELLE TEORIE DELLA COMPLESSITÀ Muovendo dalla convinzione che il problema dell'identità-differenza per i soggetti politici nella società globale si pone in modo ben più dinamico ed investe una gamma più ricca di piani di quanto si esprima nelle tesi comunitariste, la ricerca si propone di cogliere questa ricchezza di dimensioni avvalendosi degli strumenti offerti dalla più recente riflessione teorica e metodologica sulla complessità (teorie della complessità, teorie dei sistemi, costruttivismo radicale, costruttivismo sociale, realismo critico). Il fine è di sottoporre a critica gli schemi identitari che possano costituire un impedimento all'effettivo riconoscimento del senso soggettivo della partecipazione alla relazione politica nel nuovo contesto post-statuale. Alla ricostruzione critica della complessità interna delle nostre società multiculturali si dovrà affiancare la ricognizione della complessità esterna, intesa come ripensamento critico dei rapporti fra identità e culture nella sfera pubblica mondiale. La realtà della globalizzazione ha necessità infatti di essere riconosciuta nella sua effettiva portata e quindi non come un problema che deve essere risolto dal punto di vista di una data prospettiva culturale (o, più concretamente, di una data rappresentazione di quella prospettiva): raccogliendo la provocazione critica delle tesi di chi propone di "provincializzare l'Europa", si tratta di ricostruire la realtà effettiva della complessità globale al di là di schematismi culturali consolidati che tuttavia occultano la reali dinamiche dei rapporti nella sfera pubblica globale. Alla prospettiva sistemica, che mira a riarticolare la complessità della questione identità-differenza nella concreta molteplicità e dinamicità delle relazioni di appartenenza (come rapporti di partecipazione, inclusione-esclusione, contaminazione), corrisponde la prospettiva esistenziale della ricostruzione del sé, indagata a
StatusFinished
Effective start/end date9/22/089/22/10