Gli effetti dei processi di successione sull'accumulo di carbonio nel sistema suolo-pianta e sulla biodiversità e ruolo svolto dai centri e dai vettori di dispersione nei processi di colonizzazione.

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Le regioni meridionali d’Europa sono soggetti a fortissimi fenomeni diabbandono soprattutto delle aree agricole marginali. Ai processi disuccessione secondaria che si determinano in seguito all’abbandono sonoattribuibili aspetti positivi o negativi per quanto concerne la dinamica delcarbonio. Infatti, questi processi portano velocemente ad un aumento dibiomassa e, quindi, all'immagazzinamento di carbonio nel sistema pianta/suolo, ma in contesti dove sono presenti fattori abiotici e/o biotici limitanti(condizioni pedoclimatiche difficili, forte pendenza, siccità) e per il ripetersidi fattori di degrado (incendi e pascolo) possono prevalere processiregressivi della vegetazione ed erosivi del suolo. Di conseguenza, gli excoltivisono solamente dei potenziali carbon sinks, mentre andrebberovalutate le azioni che possano renderli degli efficaci e rapidi accumulatori dicarbonio in alternativa ai tradizionali interventi di rimboschimento.Tra i fattori più incisivi sulla velocità di ricolonizzazione è nota ladispersione, e, più in dettaglio, 1) la quantità di materiali di moltiplicazione(essenzialmente semi) disponibili (dispersal centers) e 2) la disponibilità dichi trasporta i semi (dispersal vectors). In molti parti nel Mediterraneo laforte pressione antropica degli ultimi secoli in combinazione con frequentidisturbi ha portato ad una rarità di dispersal centers e vectors.Mentre alcuni aspetti della ricolonizzazione boschiva sono stati ampiamentestudiati in Italia, mancano dati attendibili in particolare nelle regionimediterranee: a) sulle dinamiche e sugli effetti sull’accumulo di carbonio;b) sul ruolo svolto dalla dispersione zoocora per la ricolonizzazione degli excoltivida parte di piante spontanee, e in particolare l’esatta definizione delruolo dei dispersal centers e dei dispersal vectors; c) sul ruolo svolto sullabiodiversità e dalla biodiversità nella successione (effetto feedback svoltoad esempio dagli uccelli in quanto vettori di dispersione).La proposta di studio si pone, quindi, l’obiettivo di indagare su:1) come le modalità di gestione degli ex-coltivi influenzino la quantità dicarbonio immagazzinato e se e come è necessario intervenire;2) il ruolo giocato dalla dispersione zoocora sulla velocità dellaricolonizzazione e cioè l'importanza della quantità di dispersal centers evectors disponibili;3) se è utile intervenire dove sono presenti fattori molto limitanti e lavegetazione degli ex-coltivi rimane di conseguenza per un tempo indefinitoin uno stato stabile (steady state) sotto forma di prateria di graminaceeperenni (Ampelodesmos mauritanicus, Hyparrhenia hirta, etc.) sulle qualisi è spesso intervenuto con il rimboschimento;4) in parallelo, valutando attraverso rilievi fitosociologici la variazionedell’alfa diversità e della diversità strutturale, si potrà determinare ilcambiamento in termini di biodiversità associata ai cambiamenti nelsistema. Inoltre, attraverso dei rilievi delle comunità ornitiche, che sonodei vettori di dispersione molto importanti e che rispondono rapidamente aicambiamenti di fisionomia della vegetazione, si indagherà sulla relazionetra la ricolonizzazione da parte di specie legnose e la dispersione ornitocora.A livello pianificatorio quindi si pone il problema di come e se intervenirenelle aree abbandonate, infatti i processi degradativi a cui prima si facevacenno sono spesso causati da intrinseche fragilità del sistema antropicopreesistente all’abbandono come nel caso delle aree terrazzate. In questisistemi, per altro molto diffusi nell’intero bacino del Mediterraneo, iprocessi degradativi possono presc

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Obiettivi della ricerca sono quelli di valutare:1) come le modalità di gestione degli ex-coltivi influenzino la quantità dicarbonio immagazzinato e se e come è necessario intervenire;2) il ruolo giocato dalla dispersione zoocora sulla velocità dellaricolonizzazione e cioè l'importanza della quantità di dispersal centers evectors disponibili;3) se è utile intervenire dove sono presenti fattori molto limitanti e lavegetazione degli ex-coltivi rimane di conseguenza per un tempo indefinitoin uno stato stabile (steady state) sotto forma di prateria di graminaceeperenni (Ampelodesmos mauritanicus, Hyparrhenia hirta, etc.) sulle qualisi è spesso intervenuto con il rimboschimento;4) in parallelo, valutando attraverso rilievi fitosociologici la variazionedell’alfa diversità e della diversità strutturale, si potrà determinare ilcambiamento in termini di biodiversità associata ai cambiamenti nelsistema. Inoltre, attraverso dei rilievi delle comunità ornitiche, che sonodei vettori di dispersione molto importanti e che rispondono rapidamente aicambiamenti di fisionomia della vegetazione, si indagherà sulla relazionetra la ricolonizzazione da parte di specie legnose e la dispersione ornitocora.La ricerca dovrebbe consentire inoltre di avere risposte di indirizzo pianificatorioquali:a) la scelta delle aree a cui destinare le risorse finanziarie agli agricoltori:ha una grande influenza sulle superficie in abbandono e/o sulle eventualirimesse in coltura;b) la scelta delle aree in cui intervenire con il rimboschimento e i criteri diintervento: si può modificare in meglio o in peggio il processo diimmagazzinamento del carbonio e la diversità;c) i punti a e b hanno un'influenza diretta e indiretta sulla quantità didisturbi (incendi, pascolo) dei comprensori interessati.MetodiSi ipotizza per l’indagine di scegliere 6 aree di studio, tre per ognisubstrato che si differenzino per il loro bioclima e, quindi, nella formazioneboschiva conclusiva. Per avere un confronto con il carbonio immagazzinatoin risposta ai processi di successione secondaria con la quantità di carbonioimmagazzinato su aree di successione primaria, si metteranno a confrontoanche le colate laviche dell'Etna e alcune aree fortemente erose (come inalcune aree terrazzate dei Monti Palermo) dove il processo dicolonizzazione può considerarsi una successione primaria.Si ritengono idonei agli scopi previsti dallo studio le seguenti aree di studiopotenziali (vengono definite potenziali in quanto è impossibile trovareall’interno delle aree di studio individuate tutte le condizioni che si voglionoporre a confronto pertanto la verifica di alcuni aspetti dovrànecessariamente fare ricorso ad una molteplicità di aree):1) piano basale dei Monti di Palermo e/o Monti Iblei e/o Monti di Trapani(termomediterraneo, carbonatico);2) piano basale isola di Pantelleria (termomediterraneo, vulcanico);3) piano collinare dei Monti di Palermo e/o Monti Iblei e/o Monti di Trapani(mesomediterraneo, carbonatico);4) piano collinare dell’Etna (mesomediterraneo, vulcanico);5) piano montano dell’Etna (vulcanico): processi di colonizzazione ancheprimari;6) piano montano dei Sicani (carbonatico);Premesso che non sarà possibile in ciascuna area trovare i diversi casistudio da indagare questi dovrebbero essere:-ex coltivi senza disturbo e/o interventi di gestionesuccessivi all’abbandono (di età dall’abbandono differente);-ex coltivi disturbati (di età dall’abbandono differente);-ex coltivi su cui si è intervenuti con il rimboschimento;-aree ancora coltivate;-casi di colonizzazione primari;-vegetazione “conclusiva” o comunque vici
StatusFinished
Effective start/end date3/22/103/21/12