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DIT, Termoporazione Dinamica Irreversibile è il nome dato ad una nuova tecnologia di pastorizzazione che consiste essenzialmente in un processo termico dinamico, basato sull’azione fisica svolta sul rivestimento dei microorganismi da riscaldamenti molto rapidi (shock termici) fino a temperature non superiori a 70 °C. L’effetto letale sui microorganismi è dovuto alla formazione dinamica di termopori irreversibili nel rivestimento lipidico, cioè pori che non possono essere auto-riparati.Il DIT è applicabile alla pastorizzazione di prodotti alimentari contenenti acqua, sigillati in contenitori ermetici dielettrici. A differenza delle attuali tecnologie di pastorizzazione che richiedono, successivamente al trattamento, adeguate e costose procedure di confezionamento in asettico che riducano i rischi di ricontaminazione, con la pastorizzazione DIT i contenitori ed i tappi non devono essere pre-sterilizzati, riempitrici e tappatrici non devono lavorare in asettico, non è necessario un ambiente di lavoro sterile, non è richiesto alcun risciacquo. Infatti il pastorizzatore DIT è inserito nella linea a valle della tappatrice ed è in grado di assicurare la completa sterilizzazione della bottiglia già sigillata.Gli studi aziendali effettuati sino ad oggi dai ricercatori della Alfieri Enterprise (azienda partner) hanno già prodotto un risultato ben definito: è stata progettata, una macchina che permette il riempimento delle bottiglie in PET e la successiva pastorizzazione in ambienti non asettici, ma per il passaggio alla produzione industriale vi sono da risolvere diversi problemi, la soluzione dei quali è l’obbiettivo di questa ricerca.

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DIT, Termoporazione Dinamica Irreversibile è il nome dato ad una tecnologia di pastorizzazione sostanzialmente nuova, applicabile alla pastorizzazione di prodotti alimentari contenenti acqua, sigillati in contenitori ermetici e di materiale dielettrico, implementabile in linea con il processo di riempimento negli impianti di produzione alimentare.Il DIT consiste essenzialmente in un processo termico dinamico, basato sull’azione fisica svolta sul rivestimento dei microorganismi da riscaldamenti molto rapidi (shock termici) fino a temperature non superiori a 70 °C. L’effetto letale sui microorganismi è dovuto alla formazione dinamica di termopori irreversibili nel rivestimento lipidico, cioè pori che non possono essere auto-riparati.Al giorno d’oggi la principale tecnologia nell’industria alimentare per realizzare la sterilizzazione è il processo di pastorizzazione preceduto dalla sterilizzazione dei contenitori e dei tappi e seguito dal confezionamento in ambiente asettico, procedura che richiede apparecchiature estremamente costose e che risulta, a tutt’oggi, non del tutto affidabile.La tecnologia DIT consente di evitare l’impiego di tutte queste apparecchiature: i contenitori ed i tappi possono essere non-sterili, non è richiesto alcun risciacquo, il prodotto può non essere pastorizzato, riempitrici e tappatrici non devono lavorare in asettico, non è necessario un ambiente di lavoro sterile. Infatti il pastorizzatore DIT è semplicemente inserito nella linea a valle della tappatrice ed è in grado di assicurare la completa sterilizzazione della bottiglia già sigillata. Dopo la pastorizzazione DIT, la bottiglia processata è etichettata, confezionata e spedita al cliente.Gli studi aziendali effettuati sino ad oggi dai ricercatori della Alfieri Enterprise hanno già prodotto un risultato ben definito: è stata progettata, una macchina che permette il riempimento delle bottiglie in PET e la successiva pastorizzazione in ambienti non asettici, ma per il passaggio alla produzione industriale vi sono da risolvere diversi problemi Il sistema DIT prevede uno speciale regime di riscaldamento:-Durante il processo, la temperatura deve essere portata a 65°C partendo dalla temperatura ambiente;-L’innalzamento della temperatura deve essere il più rapido possibile;-Il riscaldamento del liquido imbottigliato deve procedere simultaneamente ed uniformemente nell’intero volume;Per il riscaldamento delle bottiglie occorre utilizzare un generatore di energia elettromagnetica. E’ possibile ottenere il riscaldamento tramite microonde o radiofrequenza. L’utilizzo di radiofrequenza con frequenza di lavoro di 13,56 MHz (il cui impiego è consentito a livello mondiale) risulta vantaggioso grazie alla migliore (più uniforme) distribuzione della densità di energia all’interno del volume della bottiglia riscaldata, essendo la lunghezza d’onda considerevolmente maggiore della caratteristica dimensionale del contenitore.Si immagina l’utilizzo di un generatore a transistor anziché a valvole, per la maggiore versatilità, robustezza e durata. Si cercherà, altresì, di costruire il generatore impiegando unità HF a tre stadi del tipo commerciale standard.La pressione assoluta interna alla bottiglia con acqua piatta riscaldata a 65°C cresce fino a 2 bar, sino 5 bar se l’acqua è gassata.Il PET comincia a diventare deformabile a 65°C. Pertanto alla temperatura di 65°C occorre preservare in qualche modo la forma della bottiglia.Una possibilità per preservare la forma della bottiglia durante il riscaldamento è inserirla in una conchiglia di contenimento in plastica la cui forma int
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Effective start/end date1/1/10 → …