Crimine organizzato e sviluppo economico: teoria ed evidenza empirica

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OBIETTIVI
Scopo della ricerca è di indagare la relazione tra la presenza diffusa di criminalità organizzata e lo sviluppo economico, in particolare esaminato attraverso la struttura dell'economia che può emergere quando la presenza della criminalità organizzata è pervasiva.. Si elaborerà uno schema teorico di riferimento, e poi lo si sottoporrà a verifica empirica. Il punto di partenza del progetto sono alcune questioni lasciate aperte in Lavezzi (2008). In particolare, si cercherà di chiarire in che misura la struttura economica della Sicilia, e quindi il suo grado di sviluppo economico, sia determinata dalla presenza della criminalità organizzata e si cercherà, laddove possibile, di estendere i risultati a contesti come le economie in transizione che hanno visto l'emergere di nuove mafie.

Dal punto di vista teorico, si svilupperanno modelli di interazione strategica tra gli attori principali, cioè le imprese, la Mafia e lo Stato, in cui la struttura economica emerga come equilibrio di un gioco. Dal punto di vista empirico si testeranno le ipotesi formulate nel/i modello/i teorico/i elaborati, attraverso stime econometriche sia con dati macro, che con dati micro a livello di impresa.

METODI

Dal punto di vista teorico, la ricerca prevede l'elaborazione di modelli volti alla determinazione endogena della struttura di un'economia in presenza del crimine organizzato. Lo strumento sarà essenzialmente quello della teoria dei giochi, in cui tipicamente i giocatori sono l' Impresa, la Mafia e lo Stato (vedi ad es. Konrad e Skaperdas, 1998, e Bueno de Mesquita e Hafer, 2007). Nella modellistica corrente, la Mafia estorce l'impresa e può eventualmente colludere con lo Stato, l'Impresa decide se denunciare o meno l'estorsione e/o se entrare nel mercato, lo Stato decide se e in che misura perseguire la Mafia. Nel presente lavoro si cercherà di ottenere la struttura economica dell'economia, ad esempio il numero e tipo di imprese e la dimensione del settore pubblico, come l'equilibrio di un gioco. Questo approccio appare appropriato, in quanto potenzialmente capace di fornire indicazioni sui nessi di causalità tra diversi fenomeni che caratterizzano il contesto di riferimento (ad es, presenza di certe tipologie di impresa, forza delle istituzioni, diffusione del crimine), aspetto quantomai rilevante nell'analisi empirica, dove ci si attende di incontrare problemi di endogeneità e di identificazione.

Dal punto di vista empirico, i dati macro verranno analizzati con tradizionali tecniche econometriche per l'analisi di dati cross-section, tenendo in particolare presente il problema della endogeneità e di identificazione. I dati micro invece, proveniendo da campioni raccolti in modo particolare, come le indagini giudiziarie, verranno analizzate con tecniche microeconometriche come i sample selection models.

Layman's description

Scopo della ricerca è di indagare la relazione tra la presenza diffusa di criminalità organizzata e lo sviluppo economico, esaminato in particolare attraverso la struttura economica che caratterizza una economia in cui la criminalità organizzata è pervasiva. Si elaborerà uno schema teorico di riferimento, e poi lo si sottoporrà a verifica empirica.

Il punto di partenza del progetto sono alcune questioni lasciate aperte in Lavezzi (2008). In particolare, si cercherà di chiarire in che misura la struttura economica della Sicilia sia determinata dalla presenza della criminalità organizzata. Se quest'ultima, infatti, trova maggiore facilità ad introdursi tramite le estorsioni in settori a bassa tecnologia e/o legati al territorio, come le costruzioni, e nelle attività economiche legate alla pubblica amministrazione, attraverso la sua capacità di gestire cartelli di imprese nell'aggiudicazione degli appalti, rimane da chiarire se, ed in quale misura, la struttura economica che è andata formandosi in Sicilia dipenda dalla presenza della Mafia. Tale struttura, come dimostrato da Lavezzi (2008) in un confronto con le altre regioni italiane, appare effettivamente sbilanciata verso quei settori e quella tipologia di impresa più facilmente penetrabili dalla criminalità organizzata (vedi Schelling, 1967 e 1971). L'analisi mirerà ad accertare quanto questo tipo di struttura economica, e più in generale il basso sviluppo economico della Sicilia, dipenda dalla presenza del crimine organizzato, anche in relazione al possibile ruolo di altre variabili esplicative, come il basso livello di sviluppo dei mercati finanziari locali (vedi Guiso et al, 2004).

Dal punto di vista teorico, si svilupperanno modelli di interazione strategica tra gli attori principali in questo scenario, le imprese, la Mafia e lo Stato, in cui la struttura economica emerga come l'equilibrio di un gioco. Questo aspetto, allo stato attuale, non è stato studiato esplicitamente nella letteratura economica (vedi ad es. Konrad e Skaperdas, 1998). Dal punto di vista empirico si seguiranno essenzialmente due strade: la prima prevede l'utilizzo di dati macro a livello regionale, come in Lavezzi (2008); la seconda prevede l'utilizzo di dati micro a livello di impresa, come quelli analizzati da Asmundo e Lisciandra (2008) e relativi ad un campione di imprese siciliane di cui è stato possibile quantificare l'ammontare delle estorsioni, insieme ad altre caratteristiche di impresa, come il territorio di appartenenza, il settore economico, ecc. Si cercherà, laddove possibile, di incrociare questi dati con altri (che dovranno essere raccolti) riguardanti ad esempio la dimensione di impresa, il fatturato, le dotazioni di capitale fisico e umano. Questo potrà permettere di analizzare in modo sistematico le caratteristiche della popolazione di imprese operanti in Sicilia, e delle imprese soggette ad estorsione, seguendo la strategia di analisi empirica proposta in Svenssson (2003).
StatusActive
Effective start/end date1/1/07 → …

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