Accessibilità diffusa, spazi del tempo libero e territori del turismo nella punta Occidentale della Sicilia

Project: Research project

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Il modo in cui si sviluppa l'insediamento umano privilegia le grandi aggregazioni ad alta densità abitativa. Infatti il concentrarsi della popolazione in alcune grandi conurbazioni innesta processi moltiplicativi di collocazione di servizi, attività produttive, funzioni direzionali, strutture di mercato. Queste attraggono ulteriore nuova popolazione che partecipa a formare i grandi numeri ma accresce anche contraddizioni e disagi. È un fenomeno già visto ma che oggi presenta caratteri nuovi che vanno rivisitati in relazione alle nuove forme della stanzialità di cui il turismo rappresenta una quota significativa e importante. Infatti se le aree più densamente abitate crescono in popolazione, le aree interne perdono popolazione e funzioni. I residui dell'agricoltura non bastano per sostentare la presenza umana e fenomeni di abbandono e degrado accrescono le difficoltà di governo. Il turismo tende a sostituirsi a queste funzioni primarie esportando modelli di vita urbana in aree una volta prevalentemente agricole. Rimangono abbandonate case di campagna, luoghi di lavoro agricolo, linee e caselli ferroviari dismessi, interi centri storici. Spariscono tradizioni, culture, attività, capacità del fare. La mobilità è comunque cresciuta in relazione alla quantità di popolazione insediata anche in ragione di mete sempre più distanti senza però che vi sia stato un miglioramento nell'organizzazione complessiva delle comunicazioni. La città non esiste più in quando luogo meramente fisico. La sua forza invece rimane come dimensione capace di mettere in moto conoscenza ed economie, ovvero ricerca, anche esportando lavoro per il prodotto e di chiudere invece il cerchio sui consumi, quindi sulla sua storica dimensione mercantile. Questa ricerca ha alla sua base alcuni interrogativi: quanto stanno divenendo strutturanti dell'organizzazione insediativa i comportamenti dei turisti? Se e quanto è possibile inserire le esigenze del turismo nel governo del territorio? Al contrario è opportuno o meno (e se sì come?) integrare le esigenze della programmazione turistica nelle politiche territoriali? Infine quali mobilità interessano le nuove dimensioni della stanzialità e in particolare modo il turismo nelle aree interne e marginali? I rapporti tra città, ambiente, turismo hanno messo in crisi i processi decisionali e la gestione delle attività connesse. L' ignoranza e la sottovalutazione delle relazioni tra tali termini ha caratterizzato la cultura diffusa sull'argomento. Molte riflessioni sono state rivolte più ai comportamenti dell'utenza turistica che non alle relazioni che si andavano ad instaurare con le città e gli ambienti visitati e con le popolazioni ospitanti. Oggi, la dimensione del fenomeno turistico e di uso del tempo libero non solo ha amplificato la sua importanza sotto il profilo economico ma ha modificato nella sostanza le relazioni sociali e il senso dell'uso dello spazio urbano ed ambientale. Una parte sempre più consistente delle popolazioni partecipa, sia pure in maniera diversa, alle attività turistiche e del tempo libero; la città e l'ambiente appaiono condizionate nei processi di rinnovo e riqualificazione che le investono (come si suole oggi dire "creativamente") dal valore aggiunto che comporta in una città un sempre maggiore consumo turistico. D'altra parte, nelle pratiche di governo del territorio, emergono, accanto ai vari strumenti della pianificazione istituzionale nuove forme di intervento, anche sostenute dalle procedure e dalle formalizzazioni volute della Unione Europea, ed una diversa articolazione delle valutazioni ambientali: non sembrano però evidenziarsi elementi significativi per ricomprendere e riposizionare i valori delle aree interne e più deboli, sia nell'ambi
StatusFinished
Effective start/end date3/22/103/21/12

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